L’invisibilità continua nonostante le promesse

A trieste i fornelli resistenti offrono un pasto caldo a persone fuori dal circuito dell'accoglienza istituzionale

A Trieste, anche oggi, molte persone in cerca di protezione sono lasciate senza un tetto. Dopo lo sgombero dell’area dei “Silos” e dei magazzini di fortuna — che già aveva trasformato il riparo in strada — la situazione non è migliorata. Secondo le organizzazioni di solidarietà, oltre 150-200 richiedenti asilo continuavano a vivere accampati nella zona del Porto Vecchio fino a novembre

Negli ultimi mesi c’è stata un’operazione di “presa in carico” da parte delle autorità: il 3 dicembre, circa 155 richiedenti asilo sono stati trasferiti in centri di accoglienza in diverse regioni d’Italia, e sono stati chiusi due magazzini fatiscenti a Porto Vecchio. 

Tuttavia le associazioni denunciano che l’“accoglienza” resta frammentaria e insufficiente. 

Il dato si inserisce in un quadro più ampio: nel 2024 sono state registrati circa 13.460 ingressi lungo la rotta balcanica; ma solo una frazione – meno del 10% – dichiara di voler chiedere asilo in città, spesso scoraggiata da attese e mancanza di strutture. 

In pratica: arrivi continui, un sistema di accoglienza insufficiente, e migliaia di persone che restano «invisibili» per le istituzioni, costrette a vivere in strada o in strutture precarie. Questo è il vero volto del razzismo istituzionale: non è solo chiusura di confini, ma abbandono nella burocrazia e nella negazione di diritti essenziali.

In questo contesto cresce il valore concreto della solidarietà.

Il decimo viaggio dei Fornelli Resistenti, rete cui fa parte anche Oltremani Pesaro Urbino ODV, arriva ora non come gesto simbolico, ma come risposta urgente: portare calore, cibo e umanità dove le istituzioni hanno fallito. Non risolve la crisi, ma racconta con forza da che parte stiamo.

Con il sostegno di realtà come Linea d’Ombra, le comunità religiose e tutte le realtà che ogni giorno manifestano che un altro modello è possibile — che l’accoglienza non è un optional ma un dovere.

I diritti umani non sono una concessione.
Non lo sono per nessuno.

* le foto inserite nell’articolo sono di © Marioluca Bariona.

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